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M come Mamma

Questo blog è nato dalla mia passione per il mio lavoro.
Questo blog è nato per le persone che mi hanno cambiata dentro, per le scoperte che mi hanno sbalordita, per i luoghi comuni che mi hanno fatta incazzare, per condividere un modo di avvicinarsi alla disabilità Diverso.
Poi, nella vita, capitano delle cose.
In questo caso, capitano delle Persone.
Anzi, in questo caso capita un figlio.
Un figlio che, stando ai documenti, è un bambino uguale a tanti bambini.

È così che la mia vita è cambiata.
È così che ho fatto scelte che non avrei mai creduto.
La prima: lasciare non solo il lavoro, ma l’idea di lavorare.
E poi una seconda, una terza, una quarta,…

È così che son diventata diversamente mamma.
Ho scoperto che sta cosa dell’essere diversi non te la togli facilmente di dosso. Che quando inizi a guardarti dentro e lo fai ad un’età in cui le persone a cui permetti di giudicarti sono sempre meno, cogli la diversità in ogni sfaccettatura del tuo vivere quotidiano.
E finisce che, manco a farlo apposta, intraprendi strade che non solo sono diverse, ma spesso pure bislacche. Assurde. Impensabili.

Sarà che mio figlio, a ben guardarlo, è un bambino diverso da tutti gli altri – e non solo perché ama girare nudo e ha i capelli lunghi.
È che a stare con un bambino 24 ore al giorno, vedi cose che non pensavi esistessero. Scopri il mondo in modo completamente diverso.
Diverso, ecco. Di nuovo. È più forte di me: non riesco a fare a meno di scriverlo.
Da quando sono diversamente mamma, la diversità mi fa ancora meno paura.

 

F COME FIGLIO

Sono già una mamma degenere – prima ancora di iniziare.

Ti trascino alle manifestazioni sotto il sole milanese, obbligando entrambi ad un tour de force che ci fa passare il resto della giornata a letto.

Il tutto – manco a dirlo – per i diritti di persone che tu nemmeno conosci.

Scusa in anticipo per tutte le volte che succederà ancora – per tutte le battaglie che sceglierò di fare e che – inevitabilmente – coinvolgeranno anche te.

Te lo dico perché probabilmente non sempre ne capirai la necessità.

Te lo dico perché le crociate contro l’imbecillità sono una delle mie specialità.

Sono quasi otto mesi che sento la stessa litania – come un mantra che circonda me e le altre quasimamme – L’IMPORTANTE È CHE SIA SANO – L’IMPORTANTE È CHE SIA SANO.

Intendiamoci, piccoletto – non hai una madre tanto degenere da non augurarsi che tu lo sia.

Lo spero, come spero per te un sacco di altre cose.

Diciamo solo che non è la prima cosa che mi viene in mentre quando penso a te.

Anzi, mi chiedo perché non ho mai sentito nessuno dire L’IMPORTANTE È CHE SIA FELICE.

O, meglio ancora: L’IMPORTANTE È CHE SI SENTA AMATO E ACCETTATO PER QUELLO CHE È.

Che tu sia altro da me, mi pare incredibilmente evidente – del resto me lo dimostri quasi tutti i giorni, reagendo in modo tuo a tutto quello che ci succede intorno.

E nel momento stesso in cui nascerai, questo essere altro da me, questo tuo appartenere solo a te stesso, ti contraddistinguerà come persona – DIVERSA da me, nella tua individualità.

Di sicuro, la nostra diversità ci farà scontrare.

Spero anche ci aiuti a crescere.

Certo è che a te – forse più che ad altri – tocca una mamma un po’ così.

Soprattutto, ti tocca una mamma convinta che la DIVERSITÀ ci renda tutti più ricchi.

Ecco.

Probabilmente l’importante è che per me tu sarai diverso da tutti gli altri.