Archive for giugno 2014

Mamma, mi insegni a…?

L’estate ha portato una novità a casa nostra: il nano treenne vuole leggere. O almeno, così dice. Avete mai sentito parlare del metodo Doman? Sì? Beh, ecco, due semplici parole: no way. Cioè, non ci interessa. Perché? Perché a casa nostra non si insegna, si accompagna – e ognuno è libero di imparare quello che gli serve, quando gli serve – o quello che gli va, quando gli va. Non si scandiscono tempi, ma si aggiustano quelli dei grandi su quelli dei piccoli. Non si punta alla meta, ma ci si gode il viaggio. Quindi?! Quindi, oltre ai libri che leggiamo quotidianamente insieme (ma anche volantini pubblicitari, scontrini della spesa, segnali stradali, insegne luminose,…), la necessità di spedire qualcosa ad una famiglia di amici ci ha permesso di iniziare una nuova esperienza. Risultato?! Ve lo racconterò quando lo scoprirò. Per ora il nano ha colorato un disegno (attività che disdegna alla grande) per la prima volta in vita sua. Avere un destinatario è emozionante! lettera per amici

M come Mamma

Questo blog è nato dalla mia passione per il mio lavoro.
Questo blog è nato per le persone che mi hanno cambiata dentro, per le scoperte che mi hanno sbalordita, per i luoghi comuni che mi hanno fatta incazzare, per condividere un modo di avvicinarsi alla disabilità Diverso.
Poi, nella vita, capitano delle cose.
In questo caso, capitano delle Persone.
Anzi, in questo caso capita un figlio.
Un figlio che, stando ai documenti, è un bambino uguale a tanti bambini.

È così che la mia vita è cambiata.
È così che ho fatto scelte che non avrei mai creduto.
La prima: lasciare non solo il lavoro, ma l’idea di lavorare.
E poi una seconda, una terza, una quarta,…

È così che son diventata diversamente mamma.
Ho scoperto che sta cosa dell’essere diversi non te la togli facilmente di dosso. Che quando inizi a guardarti dentro e lo fai ad un’età in cui le persone a cui permetti di giudicarti sono sempre meno, cogli la diversità in ogni sfaccettatura del tuo vivere quotidiano.
E finisce che, manco a farlo apposta, intraprendi strade che non solo sono diverse, ma spesso pure bislacche. Assurde. Impensabili.

Sarà che mio figlio, a ben guardarlo, è un bambino diverso da tutti gli altri – e non solo perché ama girare nudo e ha i capelli lunghi.
È che a stare con un bambino 24 ore al giorno, vedi cose che non pensavi esistessero. Scopri il mondo in modo completamente diverso.
Diverso, ecco. Di nuovo. È più forte di me: non riesco a fare a meno di scriverlo.
Da quando sono diversamente mamma, la diversità mi fa ancora meno paura.