INCONTRI ACCOMODATI

Alla manifestazione del 19 maggio, per la prima volta nella mia vita, mi trovo immersa in un mare di gente, in cui le persone sane sono in minoranza.

Sulla metro, a fianco a me, una ragazza segna animatamente in LIS.
Capisco qualche segno – dove, aspetta, grazie.
Mi prudono le mani dalla voglia di comunicare.

Uomo della strada (vedi post precedente), non ce l’ho con te.
Di sicuro tu sei armato delle migliori intenzioni – la tua è una curiosità positiva e la voglia di entrare in contatto con la persona che è al mio fianco è ben diversa dall’indifferenza di chi si volta dall’altra parte per non vederci.

La persona che è con me, però, ha esigenze speciali – e un’altrettanto speciale sensibilità.
Cerca di capire – io sono dannatamente protettiva.
Per leggerezza, potresti ferirla in modi che tu nemmeno immagini.

Questa persona che io conosco, che io accompagno, a cui insegno, è sotto la mia responsabilità.
Di me si fida.
E spesso questa fiducia è stata costruita con enorme fatica da parte di entrambi.
Di certo, è il terreno comune su cui camminiamo ogni volta che siamo insieme.

Il suo essere speciale la rende una persona più fragile di te – più fragile anche di me.
La sua fragilità merita il nostro rispetto e la nostra attenzione.

Uomo della strada, a volte non è il momento giusto perché tu ti avvicini.
Altre volte, semplicemente, è la persona a non voler essere avvicinata.
E, se lo desidera quanto te, ha bisogno comunque che tu lo faccia nel modo migliore per entrambi.
È vero, tu non sai come fare, non sai da che parte iniziare.
Ma in mezzo tra te e lei, ci sono io.

USAMI – LEGGIMI.

Se sei il benvenuto, ti sorriderò incoraggiante e in qualche modo ti inviterò ad unirti a noi.
Quando lo fai, cerca di non parlare della persona che ho accanto come se non ci fosse.

TI ASCOLTA.
Sente le tue parole e anche quando non le capisce tutte, ne percepisce il tono.
Ricordati di aver davanti qualcuno di cui non sai nulla e comportati con discrezione e rispetto.

Vedrai, andrà tutto bene.

Guardami, ascoltami – sarò io a farti capire se sei sulla strada giusta.
Sono qui per questo, dopo tutto.

Se mi irrigidisco, se evito il tuo sguardo, se fingo di non notare il tuo interesse, non insistere.
Verranno altri incontri, altri momenti.
Giornate migliori di oggi.

Per la cronaca, il 19 maggio non ho chiacchierato con la ragazza sul metro.
E nemmeno dopo, in piazza, con tutti quelli che ho incontrato.
Per molti era una grande festa. Per altri un bagno di folla causa di enorme tensione.
Ho sorriso a tutti quelli che ho incontrato e spesso mi hanno ricambiata con un sorriso.
Mi è sembrato un bel modo di mostrare vicinanza – così, senza invadere il loro spazio.

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4 responses to this post.

  1. questo è quello che ti chiedevo, quando abbiamo parlato del tuo post. e questo può aiutare anche me.

    Rispondi

  2. Posted by Carla on 06/06/2011 at 9:34 pm

    Come dicevi in un post precedente “Vi dico un segreto, non dovete farlo per forza”… Niente parole forzate ma silenziosi, e inequivocabili, sorrisi sinceri.
    Quel che un sorriso può fare, spesso lo dimentichiamo.
    Ah che regali!

    Rispondi

  3. Posted by Nadia on 06/06/2011 at 9:36 pm

    Stavolta non ho potuto trattenere le lacrime. Sei un angelo che tocca il profondo. GrazieGRAZIE DI ESISTERE.

    Rispondi

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